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Rumore Permanente

Un brano dedicato a chi percepisce troppo. A chi entra in una stanza e sente immediatamente le maschere, le tensioni, i sorrisi forzati e il peso delle conversazioni vuote. Non parla di odio verso le persone, ma di stanchezza emotiva verso ciò che non è autentico. Tra elettronica introspettiva e parole intime, il pezzo esplora il bisogno di connessioni vere in un mondo sempre più rumoroso e superficiale. Avere meno persone attorno non significa essere soli. A volte significa semplicemente proteggere ciò che si sente davvero.


Entro dentro a una stanza e sento tutto
Le risate calibrate, il silenzio sotto
Occhi che parlano più delle parole
Maschere leggere come carta al sole

Tu lo chiami stare in mezzo alla gente
Io lo chiamo rumore permanente
Ogni frase vuota pesa nella testa
Ogni finto “come stai?” lascia una risposta

Non è odio, non è fuga
È il mio corpo che rifiuta
Quello che non sente vero
Quello che mi lascia vuota

Non evito le persone
Evito lo spreco emotivo
Le connessioni senza nome
Il parlare tanto senza dirsi niente davvero

Ho pochi amici, è vero
Ma li sento fino in fondo
Niente giochi, niente teatro
Solo anime senza sfondo

Mi consumano i sorrisi costruiti
I discorsi già previsti, già sentiti
Serve tempo per tornare a respirare
Dopo ore spese solo a recitare

E mi dicono “sei troppo distante”
Ma nessuno vede cosa passa nella mente
Percepisco ogni tensione sotto pelle
Ogni energia che si rompe nelle celle

Forse sono fatta in modo diverso
Forse sento troppo questo universo
Ma se apro davvero la mia porta
Non c’è niente di più vero che resta

Non è essere antisociale
È difendere ciò che sento
È cercare qualcosa di reale
Dentro un mondo sempre più spento

Avere meno mani strette
Non significa stare soli
Vuol dire scegliere chi resta
Quando cadono i rumori.

Written, composed and produced by Jozzino
℗ 2026 Jozzino

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